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13 febbraio 2016

Antonio Careca, il goleador brasiliano del Napoli di Maradona. Biografia e video

Forte quanto sottovalutato, centravanti dell’indimenticabile Napoli di maradoniana memoria era il brasiliano Antonio Careca (Araraquara, 5 ottobre 1960). Dotato di buon fisico, grande tecnica, eccellente colpo di testa e conclusione, dotato di un incredibile fiuto del gol Careca, con tutta probabilità, rappresenta con Romario, uno dei più forti “9” verde-oro degli ultimi 50 anni, in un […]

Forte quanto sottovalutato, centravanti dell’indimenticabile Napoli di maradoniana memoria era il brasiliano Antonio Careca (Araraquara, 5 ottobre 1960).

Dotato di buon fisico, grande tecnica, eccellente colpo di testa e conclusione, dotato di un incredibile fiuto del gol Careca, con tutta probabilità, rappresenta con Romario, uno dei più forti “9” verde-oro degli ultimi 50 anni, in un ruolo, quello del centravanti classico, che nella fiorente produzione di fuoriclasse carioca non ha mai prodotto straordinari interpreti. Il caso del legnoso Serginho della straordinaria nazionale del 1982, probabilmente, ne è l’esempio più eclatante.

Careca ai tempi del San Paolo.

(Careca ai tempi del San Paolo)

Gli esordi e gli anni al San Paolo

In serie A, allora il massimo traguardo per ogni calciatore del globo, lo porteranno gli anni brasiliani, così ricchi di reti da fargli sfiorare la media di un gol a partita. Esordio con il Guarani, nel 1978 appena 18enne, contrassegnato da 13 segnature e dalla vittoria, prima nella storia del club, del torneo, grazie anche ad  un suo gol segnato nella gara di ritorno al Palmerais. Alla fine delle 5 stagioni nell’undici di Campinas saranno ben 115 le reti in 130 gare.
Numero straordinari che non potevano che suscitare l’interesse dei grandi club, con il suo conseguente approdo al San Paolo nella stagione 1983, tra le cui fila esordirà realizzando 17 gol in 20 gare, tanto da arrivare secondo nella classifica capocannonieri a pari merito con un certo Zico. Anche se sarà la sua ultima stagione, quella del 1987, ad aprirgli le porte del Napoli, con la solita caterva di realizzazioni e la vittoria dei titoli statale e nazionale. Venticinque reti tra le quali, quella fondamentale al suo ex Guarani, nella finale di ritorno, che permise ai suoi di arrivare ai rigori, nel match poi vinto. Lascerà il San Paolo con 136 presenze e 107 gol.

Careca inseguito a Maldini, in un Napoli-Milan

(Careca inseguito a Maldini, in un Napoli-Milan)

L’approdo al Napoli e le vittorie con Maradona

Sarà il Napoli di Maradona, pagandolo 4 miliardi di lire, ad assicurarsi le sue prestazioni nel 1987, con il bomber brasiliano che esordirà in quel di Pisa, in una gara assegnata a tavolino agli Azzurri, complice una monetina che colpì il libero Renica.
Un Napoli, quello, che non aveva di certo bisogno di affermazioni a tavolino per avere la meglio e nel quale,  a fianco di Maradona e Giordano, Careca formò un terzetto, per via delle reti e delle giocate, ribattezzatonon per nulla “Ma.Gi.Ca”.
Tredici gol nella stagione d’esordio, 19 quella successiva ( ed il titolo di vicecapocannoniere dietro al nerazzurro Aldo Serena), poi 10, 9, 15 e 7 nella stagione d’addio, in anni in cui, comunque, il campionato prevedeva meno partite ed il titolo di capocannoniere si vinceva con meno reti di quello attuale e battagliando con difensori mediamente di ben altra levatura di quella attuale, tutti rigorosamente in marcatura a uomo .
All’ombra del Vesuvio, 1 scudetto, 1 supercoppa italiana, stravinta al cospetto della Juve di Maifredi con un sonante 5-1 e, soprattutto, l’unico trofeo europeo dei partenopei, con la Coppa Uefa conquistata nella stagione 1988-89 in finale contro lo Stoccarda dei futuri italiani Klinsmann e Katanec e con la soddisfazione di chiudere come caponnoniere della competizione, grazie a 7 gol
Nei 5 anni di Napoli, giocando a fianco non solo del Pibe de oro, ma di autentici fenomeni quali Bagni, Carnevale, Alemao, Zola e Fonseca, 221 presenze e 95 reti, tale da porlo come sesto miglior marcatore della storia dei Campani.

L’esperienza giapponese ed il ritorno in Brasile

A  fine carriera la pensione dorata nipponica nei Kashiwa Reysol  che con l’arrivo dell’ex nazionale brasiliano, conquistarono la promozione nella massima serie nel 1994. Tre le stagioni di Careca in Giappone con 31 reti in 60 gare. Dopo la parentesi in oriente, il ritorno in Patria con un decina di apparizioni nel Santos, prima di scampoli nel Campisinas e nel San Josè.

(In occasione della sfortunata gara contro l'Argentina, ai Mondiali 1990)

(In occasione della sfortunata gara contro l’Argentina, ai Mondiali 1990)

Careca e la nazionale

Di tutto rispetto anche la carriera di Careca in nazionale, dove esordì nel lontano 1981, come convocazione, anche se il debutto ufficiale è datato 21 marzo 1982, in occasione di un amichevole, in vista dei Mondiali di Spagna, contro la Germania Ovest. Nonostante altre tre apparizioni in amichevole (contro Portogallo, Svizzera e Irlanda) un infortunio lo mette fuori dai giochi, impedendogli di partecipare all’edizione iridata che vide campione l’Italia di Bearzot.
Torna a vestire la camiseta verde-oro nel 1983, al cospetto del Cile, segnando la sua prima rete, mentre il match del Portogallo dell’8 Giugno 1983 lo vede realizzare la sua prima doppietta. Viatico che lo porta alla convocazione per la CopaA merica  di quell’anno , che lo vede raggiungere la finale, con il Brasile poi sconfitto dall’Uruguay in una doppia finale, con l’ex  Napoletano che in 5 gare non andò mai a rete.
Un’ esperienza in nazionale dicevamo di spessore, con l’attaccante in rete con una media quasi di un goal ogni due gare, alla fine saranno 29 le segnature in 60 apparizioni,  ma sfortunata in termini di allori.
Nel 1986, infatti, partecipa ai Mondiali messicani, dove viene eliminato ai quarti, nonostante una sua rete, ai rigori dalla Francia di Platini, complici gli errori dagli 11 metri di Socrates e dello juventino Julio Cesar.. Pur chiudendo a 5 reti e conquistando il titolo di vicecaponniere del Mondiale, per Careca un’eliminazione che sa di sconfitta.
Non va meglio neppure l’esperienza del 1990, dove ai Mondiali d’Italia, un Brasile rinnovato ma ugualmente competitivo e favorito esce addirittura agli ottavi, complice la rete di Caniggia all’8o’, dopo i tre legni colpiti dai verde-oro. Quello il suo ultimo Mondiale, visto che non parteciperà alla competizione americana, chiudendo l’anno prima, con il suo ultimo match in nazionale, il 1 Agosto del 1993, in una gara per le qualificazioni mondiali, contro il modesta Venezuela.

( Con l'ex compagno Ferrara, qualche anno fa, in occasione di una rimpatriata)

( Con l’ex compagno Ferrara, qualche anno fa, in occasione di una rimpatriata)



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