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10 maggio 2016

Campionato 1993/94: terzo scudetto consecutivo del Milan. La storia del Campionato

E sono tre: terzo alloro consecutivo, ad inizio anni 90′, per un Milan che, nonostante i soli 3 punti finali che lo separeranno dalla Juventus, non diede mai l’impressione di non poter cogliere il traguardo. A dire il vero, durante il calciomercato estivo, numerose erano state le operazioni da parte delle squadre concorrenti: tra tutte i […]

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E sono tre: terzo alloro consecutivo, ad inizio anni 90′, per un Milan che, nonostante i soli 3 punti finali che lo separeranno dalla Juventus, non diede mai l’impressione di non poter cogliere il traguardo.

A dire il vero, durante il calciomercato estivo, numerose erano state le operazioni da parte delle squadre concorrenti: tra tutte i cugini dell’Inter capaci di accendere gli entusiasmi di piazza grazie all’arrivo dell’astro nascente olandese Denis Bergkamp (atteso negli anni successivi con la maglia dell’Arsenal da stagioni da autentico protagonista) e del connazionale Jonk. Meno eclatanti, ma non meno utili, gli arrivi in casa bianconera, che accolse i difensori Porrini, lo sfortunato Andrea Fortunato dal Genoa e, l’allora sottovalutato ma fondamentale in prospettiva Angelo Di Livio, oltre che all’acquisto di un diciottenne di nome Alex Del Piero, che avrebbe fatto parlare di sè non poco in avvenire.
Di certo le altre non rimasero a guardare con il Parma dei Tanzi a prelevare per 20 miliardi dal Napoli Zola e Crippa, la Lazio che si rafforzerà con gli arrivi di Marchegiani e dell’incontenibile Boskic e la Roma che andò sul sicuro, prelevando dall’Udinese un bomber di razza come l’argentino Abel Balbo. Tanta qualità anche per una Samp che oltre al talento dei vari Mancini, Lombardo e Jugovic,  saluterà l’approdo all’ombra della Lanterna degli ex rossoneri Gullit ed Evani e dalla Juve del britannico Platt.
Per i campioni in carica ecco un tassello fondamentale sulla destra come Panucci e, giunto a Novembre, un giocatore che si rivelerà ben presto fondamentale ai fini della tenuta difensiva come il francese Marcel Desailly, erede di Frank RiJkaard tornato a chiudere la carriera all’Ajax. Meno incisivi, al contrario, si riveleranno gli acquisti del rumeno Raducioiu, non proprio un cannoniere infallibile,e del fratello meno nobile dei Laudrup, Brian, reduce da una stagione in viola.
Quell’anno, però, sarà ricordato soprattutto per il debutto della pay tv, con la novità di un posticipo serale domenicale alle ore 20.30.

La cavalcata rossonera. Storia del campionato

Nonostante una sconfitta solo alla decima giornata, in quel di Genova, con la Samp capace di rimontare il Milan proprio con un gol decisivo dell’ex Gullit, la Juve tiene il passo dei campioni, vincenti 5 volte nelle prime giornate, ma anche fermati sul pari da Piacenza e Foggia in trasferta e in casa dalla Lazio e dagli stessi Bianconeri, in occasione della giornata precedente. Anzi approfittando della caduta di Marassi gli uomini di Trapattoni, dopo 900 minuti sono in testa alla classifica con la stessa Doria, per una classifica cortissima che vede, dietro di un solo punto, Milan, Parma e Inter.
Giornata successiva e la squadra di Capello rimette le cose a posto aggiudicandosi il derby grazie alle reti di Panucci e Papin ( a nulla servirà il rigore di Bergkamp), issandosi al comando insieme ad un sorprendente Parma che intanto arresta la Juventus al Tardini per 2-0, con reti negli ultimi 7 minuti di Zola e Brolin, mentre l’altra capolista di giornata, la Samp si fa del male, perdendo in casa con il Cagliari, dopo essere stata in vantaggio dopo soli 3 minuti, per poi essere rimontata dall’attuale mister bianconero Allegri e dal geometrico Matteoli.
Mentre la Juve si arena la giornata dopo al Comunale al cospetto del Cagliari per 1-1, e l’undici blucerchiato si riprende, Milan e Parma proseguono a braccetto, sino al big-match del Tardini alla 13esima che partorisce un anonimo 0-0, per un trio in vetta comprendente Rossoneri, uomini di Scala e la squadra genovese.
È la 14esima la giornata che vede la fuga del Milan, vincente sul Torino di misura, mentre la Doria viene costretta al apri nel derby e il Parma cade all’Olimpico, sotto i colpi di Comi e Cappioli. Un solo punto di vantaggio su Samp, due su Parma e Juve e 4 su Inter che diventeranno 3 al giro di boa, per salire a 4 ( con non poche occasioni sprecate da Samp e Juve nelle giornata precedenti) alla 20° quando le due pareggeranno per 0-0, mentre i Milanesi si impongono 2-0 sul Piacenza.

Da quel momento un filotto di ben 5 vittorie per i Campioni in carica ( con due trasferte vittoriose all’Olimpico) prima del big-match in casa della Juve, con i Torinesi distanziati di 6 lunghezze, alla 26esima giornata. Milan che, grazie ad una rete di Eranio all’ora di gioco, si impone anche in Piemonte, e con gli uomini di Trap a 8 punti, tiene dietro la sola Samp a 6 lunghezze, con i Genovesi, la giornata successiva, sconfitti a San Siro per merito del solito Massaro, con il Milan che vola a + 8 in classifica e ipoteca, a 7 giornate dal termine, lo scudetto.
Dopo la vittoria anche nel derby di ritorno (decisivo il 2-1 di Massaro a 1 minuto dal termine) uomini di Capello che tirano il fiato, per usare un eufemismo, con una sconfitta e 4 pareggi nelle ultime giornate, anche se la distanza di sicurezza dalle avversarie è tale da non mettere in discussione un primato archiviato da tempo. I campioni in carica, infatti, si congederanno dal proprio pubblico, con una prestazione incolore, con una sorprendente  e discussa sconfitta casalinga con la Reggiana, che, grazie all’impresa di San Siro, mantiene la massima categoria, a danni di un Piacenza che non ha poco da recriminare.
Dietro ecco la Juve, cresciuta alla distanza, davanti a Lazio e Sampdoria, terze a 44 punti e Parma a 41. In posizioni più anonime, il Napoli di Lippi, protagonista comunque di un’eccellente annata, davanti a Roma e Torino. Fallimentare la stagione nerazzurra, giunta nella parte destra della classifica, con soli 31 punti., gli stessi che vedranno la Reggiana salvarsi.
Retrocedono Piacenza, Udinese, Atalanta e un Lecce mai realmente in gioco, che chiuderà a soli 11 punti.

Dopo le delusioni in Intercontinentale (dove prese il posto dell’OM squalificato) dove perderà per 3-2 con il San Paolo e in supercoppa Uefa, sconfitto nel doppio incontro dal Parma, il turn-over rossonero finale darà i suoi frutti, con la squadra di Capello, nonostante gli sfavori della vigilia e gli squalificati Baresi e Maldini, protagonista di una finale stellare di Champions, nella quale prevarrà sul Barcellona di Cruyff con un rotondo 4-0.

Relativamente alla classifica dei cannonieri domina Signori, autore di ben23 segnature. Lo segue un sorprendente Zola, con 18 reti, nonostante i soli 3 rigori,  davanti all’accoppiata  Baggio e il granata Silenzi, mai più ripetutosi a quei livelli. Ben 16 le reti di Ruben Sosa, nonostante l’annata disastrosa dell’Inter, con il napoletano Fonseca e Gullit a 15. Tante le prodezze della coppia cagliaritana Olivera-Valdes, protagonista in coppia di ben 25 gol.
Per un Milan che farà dell’impermeabilità difensiva la chiave del proprio successo ( solo 15 le reti subite in 34 gare!) primo capoccannoniere Massaro, autore di ben 11 reti delle misere 36 che la squadra rossonera metterà a referto, ma con una difesa così basta e avanza.

 



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