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23 settembre 2014

Marco Pantani: sfortunato mito del ciclismo italiano

La parabola sportiva di Marco Pantani (nato a Rimini il 13 Gennaio del 1970) vede il suo apogeo naturalmente negli anni 90, e in special modo nel 1998, quando il Pirata coglie la doppietta Giro e Tour.

Dopo un terzo posto al Giro dei dilettanti nel 1990, il secondo posto nella stagione successiva e la vittoria nel 92′, l’esordio al Giro d’Italia per Pantani avviene nel 1993, quando per il corridore di Cesenatico ci sarà il ritiro per tendinite. E’ il 1994 quello dell’esplosione di Pantani che al Giro d’Italia coglie due successi di grido Lienz > Merano e la Merano > Aprica. L’anno successivo due gli incidenti a funestarne la stagione, prima, durante la preparazione al Giro,  un automobile lo costrinse a puntare al Tour dove, nonostante si trovasse ben presto fuori dai giochi, il Pirata conquista 2 successi di tappa Aime/La Plagne > L’Alpe d’Huez Saint-Orens-de-Gameville > Guzet-neige, prima di conquistare un terzo posto ai Mondiali colombiani dietro a Olano e Indurain. Proprio in quella stagione, quando stava per affermarsi come protagonista del ciclismo mondiale, un incidente a Pino Torinese con un fuoristrada intento a transitare in senso contrario, gli procura la rottura di tibia e perone e, sostanzialmente, la perdita dell’annata successiva.

Nel 1997, passato alla Mercatone uno, Al Giro d’Italia nuovamente la sfortuna si accanisce con l’Emiliano costretto al ritiro in una tappa interlocutoria, a causa di un gatto che attraversa la carreggiata, con una caduta che lo costringe al ritiro. Tornato in tempo per la Grande Boucle, qui recita la parte del protagonista, arrivando 3° dopo aver battagliato a lungo per la maglia gialla con Ulrich ( che alla fine avrà la meglio, grazie sopratutto alla crono) e conquistando 2 vittorie di tappa, nuovamente all’Alpe d’Huez (stabilendo un record storico, impiegando l’ascesa in  37 minuti e 35 secondi), con uno stacco che ammutolisce Ullrich e Virenque, e a Morzine.

http://www.youtube.com/watch?v=o6DBDG-0qLs

Fu l’anno successivo quella della consacrazione di Pantani, prima il Giro d’Italia, avendo fiaccato la resistenza dello svizzero Alex Zülle, e Pavel Tonkov, grazie alle affermazioni a Piancavallo e nella frazione di Plan di Montecampione. Per Pantani anche la soddisfazione di conquistare in quel Giro la  classifica scalatori. Poi la campagna francese, con la conquista della Grand Boucle, primo Italiano dai tempi di Gimondi, prendendosi la rivincita sul tedesco Ulrich, nonostante dopo un decina di tappe il ritardo dell’Emiliano fosse di oltre 5 minuti. Fondamentale la 15esima,  sul colle del Galibier. compiendo l’impresa di giungere sul traguardo de Les Deux Alpes in solitaria con quasi nove minuti di vantaggio sul rivale teutonico.

Se il 1998 fu la stagione della gloria, quella successiva coincise con la caduta di Pantani. Dopo una tappa conquistata alla Vuelta, per Pantani un Giro d’Italia che sembrava preannunciare una vittoria a man bassa. Dopo la prima vittoria sul Gran Sasso, prima della vittoria una settimana dopo sull’ascesa di Oropa,  quando nonostante un problema alla catena, il Pirata rimontò gli avversari, vincendo in solitudine.

Poi ancora due affermazioni nelle frazioni dell’Alpe di Pampeago e di Madonna di Campiglio, prima che nella penultima, quella che prevedeva l’arrivo all’Aprica, scalando il Mortirolo, alla partenza all’Emiliano venne contestato un valore di ematocrito superiore al consentito ( per il Cesenate il 52%, superiore di un 1% alla tolleranza consentita del 50%) . Una sospensione che determinò il ritiro in toto della sua squadra la Mercatone Uno-Bianchi, con  Paolo Savoldelli, secondo in classifica, che si rifiutò di indossare la maglia rossa, pur rischiando una squalifica, in un Giro poi conquistato da Ivan Gotti.
Quel giorno , probabilmente, si concluse la carriera del Pirata, con l’immagine di un Pantani circondato dai Carabinieri che abbandonava la corsa , avviandosi verso un periodo di depressione che lo porterà a rinunciare allo stesso Tour, dove, scaduta la sospensione di due settimane, avrebbe potuto partecipare.

Il ritorno nel 2000 vede Pantani fare da gregario a capitan Garzelli che si laureerà campione del Giro, prima di un Tour che, pur vedendo il Pirata ritirarsi, lo vedrà conquistare due tappe. Scarse le soddisfazioni i due anni seguenti, con Pantani sempre più vittima di una depressione che lo accompagnerà alla morte, in circostanze misteriose, nel 2004- In questi mesi la riapertura del caso da parte della Procura di Rimini, ipotizzando anche l’omicidio volontario ( sino a quel momento si era parlato di suicidio o overdose), nella speranza che la giustizia renda onore all’ultimo grande eroe del pedale italiano, tanto talentuoso quanto sfortunato.




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