0

24 gennaio 2016

Pallone d’oro 1990: Lothar Matthaus. Carriera e trofei del 10 interista

Se la vita sentimentale del più forte 10 tedesco degli ultimi 30 anni può essere definita un vero fallimento, con ben 5 matrimoni e relativi liti, tradimenti e cause in tribunale, la carriera di Lothar  Matthäus, al contrario, è stata ricca di gioie ed individuali di squadra. Gli esordi Lothar Herbert Matthäus, il suo nome completo, […]

Se la vita sentimentale del più forte 10 tedesco degli ultimi 30 anni può essere definita un vero fallimento, con ben 5 matrimoni e relativi liti, tradimenti e cause in tribunale, la carriera di Lothar  Matthäus, al contrario, è stata ricca di gioie ed individuali di squadra.

pallone-doro-1990-lothar-matthaus-carriera-e-trofei-del-10-interista-1

Gli esordi

Lothar Herbert Matthäus, il suo nome completo, nasce il 21 Marzo 1961 in Baviera, nella cittadina di Erlangen. Dopo le giovanili trascorse al  FC Herzogenaurach (dove, nella sua ultima stagione mette in luce anche la sua vena realizzativa, con 20 reti in 22 apparizioni), viene acquistato dal Borussia M’gladbach, per una squadra della Renania reduce nel decennio precedente di ben  4 titoli tedeschi, due coppe Uefa e tre finali perse, di cui una in Coppa dei Campioni. L’arrivo di Matthaus coinciderà, però, con il declino dei “Puledri”; per il futuro nerazzurro zeru titoli ( a parte l’oro europeo con la nazionale tedesca nel 1980), anche se nelle 5 stagioni all’ombra del Bökelbergstadion metterà a referto ben 200 presenze con 51 reti, di cui 36 in campionato.
Il suo annunciato passaggio agli odiati rivali del Bayern Monaco lo elesse a traditore per i propri tifosi, ancor più complice un’ultima annata ( quella del 1983/84) che pur vedendolo andare in goal in 11 occasioni, vide il suo Borussia finire terzo per la peggiore differenza reti in Campionato. seppur giunto a pari punti con Amburgo e Stoccarda, con il centrocampista colpevole di alcuni errori decisivi. Come decisivo risultò un suo errore dal dischetto, con la Coppa di Germania che andò, ironia della sorta, alla sua futura squadra, il Bayern.

La prima esperienza al Bayern

In Baviera Matthaus riuscì facilmente a lasciarsi le polemiche alle spalle, a suon di trofei e reti, in una sorta di staffetta con Rummenigge che, nell’anno del suo arrivò lo precederà all’Inter. Nelle 4 stagioni alla corte di Udo Lattek , infatti, conquisterà 3 scudetti, 1 Coppa di Germania ed una Supercoppa tedesca, risultando assoluto protagonista dome dimostrano le 57 realizzazioni in Bundesliga in 4 stagioni, condite da 113 presenze. Numeri più da punta che da centrocampista, con ulteriori 12 gol suddivisi fra Coppa di Germania ( la decima per il club teutonico) e competizioni continentali.
Coppe europee che rappresenteranno sempre il cruccio del 10 tedesco, con la conquista dei Campioni che risulterà sempre un miraggi, anche se la sfiorerà appunto al Bayern, perdendo la finale dell’edizione 1986-87 al cospetto del Porto per 2-1 (reti per i Lusitani di Madjer, il famoso “tacco di Allah” e Juary,  dopo il vantaggio iniziale tedesco con Kögl) seppure i “Roaai” fossero strafavoriti.  Nella sua prima esperienza in Baviera, per lui anche una semifinale in Coppa delle Coppe, eliminato dall’Everton, e due quarti nella Coppa principale

pallone-doro-1990-lothar-matthaus-carriera-e-trofei-del-10-interista-2

Lo sbarco all’Inter

Il 1988 è quello dell’arrivo in serie A, per merito del presidente Ernesto Pellegrini che per averlo sborserà quasi 6 miliardi delle vecchie lire. Con lui dal Bayern l’approdo all’ombra di San Siro di un altro campione come quello di Andy Brehme, uno dei più grandi esterni sinistri mondiali dell’ultimo trentennio.
Entrambi saranno tra i maggiori protagonisti del tredicesimo scudetto nerazzurro, firmato Giovanni Trapattoni, quello dei “record“, con 58 punti in 34 gare, record per i tornei a 18 squadre, con la vittoria a 2 punti.
Prima stagione trionfale per Matthaus, con 9 reti in 32 partite ( tre segnature in Coppa Italia in 7 gare e 5 apparizioni in Coppa Uefa) e la rete decisiva, su punizione, nello scontro diretto, alla 30 giornata, contro il Napoli di Maradona.
Pur senza più titoli, non meno positive, soprattutto in termini individuali, le stagioni successive, con 11  e 16 reti rispettivamente in 25 e 31 presenze e la conquista la stagione successiva della Supercoppa italiana
( 2-0 alla Samp, con reti dello sfortunato Cucchi e Serena, anche se il centrocampista tedesco non sarà della partita) e soprattutto della Coppa Uefa nella stagione 1990/91, in un derby italiano con la Roma, aperto proprio da una sua rete su rigore, prima del definitivo 2-0  di Bert, sufficiente vista la sconfitta all’Olimpico al ritorno di misura. Un titolo europeo che il club nerazzurro non conquistava dai lontani tempi di Herrera.
Da dimenticare la stagione conclusiva, quella 1991-92, con l’Inter di Orrico prima e Suarez poi naufragato in campionato, e Mattahus vittima, nel corso della gara contro il Parma, della rottura dei legamenti del ginocchio e più interessato a fughe d’amore da Milano in Svizzera, alla volta dell’amante , la soubrette Lolita Morena, che non alle vicende del campo.
Inevitabile l’addio alla squadra meneghina, con il ritorno al Bayern, per la vita di 3 miliardi, poco più della metà di quanto era stato pagato quattro anni prima. Lothar lascia l’Inter con 153 match disputati e ben 50 reti, oltre ad una serie infinita di assist e prestazioni maiuscole.  E conquistando durante l’esperienza nerazzurra il Campionato del Mondo 1990 e il pallone d’oro dello stesso anno.

Il ritorno al Bayern

Nonostante al ritorno all’ovile Matthaus abbia 31 anni, saranno ancora ben 8 le stagioni nelle quali vestirà la maglia dei Bavaresi, chiudendo la sua esperienza in Bundesliga alle soglie dei quaranta.
Otto anni in cui il capitano della Nazionale campione del Mondo a Italia 90, celebrerà ancora 4 scudetti (alla fine saranno 7 in tutto), 2 Coppe di Germania e due Coppe di Lega e una seconda Coppa Uefa, conquistata grazie ad una doppia affermazione contro il Bordeaux dell’astro nascente Zidane e dei vari Lizarazu e Dugarry.
Unico cruccio, ancora una volta la Coppa dalle grandi orecchie, con il Bayern che  in quegli anni la sfiorerà con una semifinale nel 1994-95 uscendo al cospetto dei futuri campioni dell’Ajax sconfitto 5-2 ad Amsterdam dopo lo 0-0 dell’ andata; fermandosi un turno prima nel 1997-98 uscendo al cospetto del Dortmund solo ai supplementari dopo un doppio 0-0, ma soprattutto, durante il suo ultimo anno, con i Rossi costretti ad inchinarsi allo United di Ferguson al termine di una finale roccambolesca, con i Tedeschi in vantaggio, autori di 3 legni e beffati in pieno recupero da due reti.
Fine carriera che, come dimostrano le statistiche stesse ( dalle 8 reti delle prime due stagioni, si passeranno alle ultime contrassegnate da un solo goal) che vedono Mattahus da sempre regista, interno di centrocampo, in misura di un minore dinamismo, riciclarsi con risultati straordinari, in posizione più arretrata, in un ruolo da libero classico.
258 le presenze in questa sua seconda vita al Bayern, con 35 realizzazioni, per una carriera che lo vedrà vestire la casacca dei Bavaresi per ben 12 stagioni, con 408 cups e  100 reti tonde tonde firmate

pallone-doro-1990-lothar-matthaus-carriera-e-trofei-del-10-interista-4

L’esperienza americana e la carriera da allenatore

Se non fossero bastai gli otto titoli vinti, Matthaus vincerà ancora anche oltreoceano. La sua ultima parentesi calcistica, infatti, lo vede trionfare con i NY MetroStars, dominando nell’Eastern Division, anche se la corsa al titolo nazionale dell’undici della Grande Mela poi si arresterà,, in semifinale, al cospetto dei Chicago Fire.
Dopo l’esperienza a stelle e strisce, inizia una carriera di allenatore che lo porterà a girare in lungo e in largo il vecchio continente e non solo. Dopo l’esordio alla guida degli austriaci del Rapid Vienna e la volta dei serbi del Partizan (con cui conquisterà il titolo), per poi passare sulla panchina della nazionale ungherese, lasciandola due anni dopo per approdare su quella del club brasiliano, dell’Atletico Paranaense. Nel 2006/2007 il secondo scudetto dalla panchina, anche se solo come vice, con gli austriaci del Salisburgo, per poi trasferirsi in Israele alla guida del Maccabi Netay, squadra che lascerà per approdare in Argentina al Racing, prima dell’esperienza come commissario tecnico della Bulgaria

pallone-doro-1990-lothar-matthaus-carriera-e-trofei-del-10-interista-3

Campione d’europa e del Mondo con la Germania

Ricca di trofei la sua carriera di club e, se possibile, ancor più vincente quella con la maglia della Nazionale.
Già nel 1980 fa parte della comitiva tedesca (allora Germania Ovest) che negli europei italiani, conquista il titolo continentale, sconfiggendo in finale 2-1 il Belgio.
Oltre all’Europeo, ben 5 Mondiali, con due secondi posti, nel 1982 e 1986 e l’affermazione del 1990, con la rivincita dell’edizione precedente e l’Argentina sconfitta in finale 1-0.  Mondiale da protagonista che gli vale la conquista del pallone d’oro.
L’arretramento in una posizione difensiva, lo vedrà ancora  titolare delle Germania riunificata, consentendogli di ottenere il record di match disputati nella fase finale dei Mondiali. Alla fine di una carriera durata vent’anni, nel 2000 saranno 150 le presenze per lui, con 23 reti.

Pallone d’oro 1990 e gli altri premi individuali

Come avviene, di norma, dopo lo svolgersi di un Mondiale, anche il Pallone d’oro 1990 ( a quel tempo aperto ai soli giocatori europei) vede premiare i protagonisti dell’ultimo torneo iridato. E così il 1990 vede Matthaus aggiudicarsi il più prestigioso premio individuale con 134 punti, precedendo Totò Schillaci fermo a 84, per un podio che si chiude con il compagno di nazionale e club, Brehme a 68.
Oltre al premio istituito dalla rivista transalpina France Football, il numero 10 nerazzurro si aggiudicherà, nella stessa stagione,  anche l’Onze d’or e  World Soccer calciatore dell’anno e il Fifa World Player per l’anno 1991.  Inoltre l’Onze d’or d’argento 1991 e due titoli di miglior giocatore tedesco. Nel 2012 un attestato alla carriera da parte del  Golden Foot che lo inserirà nelle ” Leggende del calcio”, in un’edizione che vedrà premiati anche Pelè, Eric Cantona e il nostro Franco Baresi. Infine nel 2014, la classifica dei migliori 10 della storia, con la Fifa che lo inserisce all’ottavo posto,  davanti a Roberto Baggio.

Lothar Matthaus

 



Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *