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14 settembre 2015

Quando maurizio Mosca conduceva L’appello del martedì

Nonostante il programma, nelle sue intenzioni, si proponesse di divenire una sorta di antagonista de “Il Processo del lunedì” su Rai 3, la trasmissione, almeno nel periodo della conduzione di Maurizio Mosca si rivelò, talvolta involontariamente altre volte c’è da sperare in modo calcolato, un picaresco baraccone ricco di divertimento e di momenti surreali. La […]

Quando maurizio Mosca conduceva L'appello del martedì

Nonostante il programma, nelle sue intenzioni, si proponesse di divenire una sorta di antagonista de “Il Processo del lunedì” su Rai 3, la trasmissione, almeno nel periodo della conduzione di Maurizio Mosca si rivelò, talvolta involontariamente altre volte c’è da sperare in modo calcolato, un picaresco baraccone ricco di divertimento e di momenti surreali.

La madre di tutte le odierne trasmissioni calcistiche in onda sulle emittenti locali, una sorta di Bar Sport dove commentare i match della domenica senza peli sulla lingua, dove spesso ci si azzuffa più che discutere, con voci che si sovrappongono e commentatori ultrà, si presentava da subito sotto una veste goliardica, con lo studio ricavato da un’aula di Tribunale e il compianto Mosca nei panni di un giudice, con tanto di toga, accompagnato dalle avvenenti moglie e fidanzate dei calciatori.
Nei suoi primi tre anni, dal 1992-1995, con il giornalista milanese al comando si sprecarono le liti, i momenti trash e le battute piccanti, complici anche un Helenio Herrera, seppur simpatico e competente, arrivato al capolinea, un compiaciuto e pungente Mughini ed una serie di inviati infervorati, per una trasmissione, raramente non sopra le righe e infarcita di una comicità sessista e  sguaiata.

Urla, gag involontarie, liti ed insulti e sullo sfondo vallette scosciate per una trasmissione che, in seconda serata, faceva share di tutto rispetto e che molti di noi, alla fine, erano ben lieti di guardare.
Molti i momenti indimenticabili sia perchè assolutamente ilari sia per le liti passate alla storia. Tra queste, per una puntata che fece il 21% di share, quella che sancì la fine della conduzione di Mosca, con la bolla di scomunica da parte dello stesso Berlusconi, dopo che in studio si era accesa una vergognosa gazzarra sui tragici fatti dell’Heysel, protagonisti il regista Zeffirelli, storico anti-bianconero e il docente universitario Di Rienzo, con tanto di fuga di Roberto Bettega. Di situazioni al limite, però, ce ne furono a decine e decine le situazioni tragicomiche, spesso materiale prezioso per i Gialappa’s (come si vede nel video sotto)

Dal 1995 con l’arrivo  Massimo De Luca, L’appello assunse una dimensione più giornalistica.

 




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