0

17 gennaio 2016

Tamagotchi: il gioco tormentone degli anni 90′

Nasce dalla fantasia di Aki Maita, sotto la bandiera della Namco Bandai, il giocattolo tormentone di fine anni 90′. Ecco a voi i Tamagotchi o meglio il latinizzato Tamagotch in Giappone( il nome deriva dai termini e tamago (uovo) e watch (in inglese orologio), anche se nel resto del Mondo prevalse la prima definizione. Nonostante nel […]

image

Nasce dalla fantasia di Aki Maita, sotto la bandiera della Namco Bandai, il giocattolo tormentone di fine anni 90′.

Ecco a voi i Tamagotchi o meglio il latinizzato Tamagotch in Giappone( il nome deriva dai termini e tamago (uovo) e watch (in inglese orologio), anche se nel resto del Mondo prevalse la prima definizione. Nonostante nel nostro Paese si pensasse che i Tamagotchi fossero animaletti o pulcini, in realtà si tratterebbe di una razza aliena che, come illustrato nel manga “Manga de hakken!!Tamagotchi!“, sbarcato sulla Terra sotto forma di uova perchè le persone se ne prendano cura. Almeno questo inizialmente, visto che nelle versioni successive l’ambientazione sarebbe stata quella del Pianeta Tamagotchi..
Scopo del gioco quello di accudire il nostro Tamagotchi, permettendodogli di crescere e di essere felice ed in salute, compiendo una serie di azioni nel corso della giornata ( alimentarlo, giocare con lui, pulirlo, sgridarlo, curarlo o mettendolo a nanna) il tutto grazie anche ad una serie di indicatori delle sue caratteristiche fisiche o emotive quali peso, età o felicità.

Neanche il caso di sottolineare come in seguito, il format si sia arricchito di ulteriori funzionalità come quello di gestire i vari negozi nella città, la possibilità, dal 2004, di vedere i propri virtual pet comunicare con i loro simili,  accoppiarsi o acquistare, presso i vari “tamashop” anche attraverso minigiochi con i quali conquistare preziosi punti. Negozi chiamati anche  Tama Depa (presente sul pianeta dei Tamagotchi che diverrano reali in Giappone nel 2008., lo stesso anno che vedrà l’uscita della prima versione a colori, il Tamagotchi+Color a cui farà seguito, edito dalla a Bandai,  il Tamagotchi P’s.
Un successo planetario che si trasferirà anche sul grande e piccolo schermo, con un paio di film ed una serie di anime.

Successo che non risparmiò anche il nostro Paese, nonostante alcune immancabili polemiche che accompagnarono la distribuzione dei Tamagotchi, poichè gli stessi morivano se il proprietario se ne dimenticava, facendo scendere a zero il punteggio. Il problema si levò, soprattutto, per alcune animazioni macabre che ne accompagnavano la dipartita ( ad esempio un fantasma con una tomba), anche se molte delle stesse non erano che il frutto di modelli cloni. La serie originale, infatti, si limitava a presentare un angelo che si librava, cosa che non impedì ad un esponente verde di chiederne il sequestro. Il tutto, nonostante fosse sempre possibile creare un nuovo personaggio. Alcune critiche, infatti, citavano casi di bambini svenuti o colti da pianti inconsolabili alla morte della propria piccola mascotte:
Di altra natura le critiche negli altri Paesi, con il tipico suono dei Tamagochi preso di mira ( dalla versione Connexion V1 sarà possibile disattivarlo) o in Australia il tentativo di metterli al bando, poichè un mini gioco presentava una slot-.machine.
Relativamente alle ultime versioni, infine, malumori di alcuni giocatori che vedevano le ultime versioni rivolte ad un pubblico femminile e non più unisex, con la comparsa di sfondi rosate e pailletose rivolti ad un pubblico rosa, con il  Tamagotchi P’s caratterizzato da un look femminile e decorato con finti diamanti e un cuore.

 

 

 

 



Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *